Incontri

CERTALDO 22/12/2012 – ASSEMBLEA PUBBLICA – VIDEO DEL COMITATO

CERTALDO 22/12/2012 – GONEWS.it

Link alla pagina di gonews con video e foto dell’assemblea 

ESTRAZIONE DI CO2, IN 300 ALL’ASSEMBLEA DEL COMITATO. IL GEOLOGO BORGIA: “CI SONO LACUNE NELLE CARTE PRESENTATE CHE NON CONSENTONO IL RILASCIO DELLA CONCESSIONE”. UNO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE NAZIONALE DI VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE DEL MINISTERO SPIEGA: “TRA I VINCOLI ESISTENTI E UNA FAGLIA VI POTREBBE ANCHE ESSERE IL RISCHIO DI TERREMOTI”

Ancora una tappa del processo di discussione e partecipazione del progetto San Paolo legato all’estrazione di CO2 nel comune di Certaldo. Il Comitato Tutela e Difesa della Valdelsa aveva convocato infatti un’assemblea pubblica al palazzetto dello Sport di Canonica, con esperti, politici ed istituzioni. Presenti, oltre ai relatori della precedente assemblea del 26 ottobre ai Macelli, Mauro Romanelli, consigliere regionale di Sel che ha annunciato una interrogazione alla giunta Rossi, l’imprenditore Vincenzo Ramalli e il geologo Andrea Borgia, da 10 anni nella commissione di valutazione di impatto ambientale del Ministero dell’Ambiente.

E’ stato proprio quest’ultimo a scaldare gli animi di fronte alle 300 persone dove spiccavano il PD, Idv, Rifondazione Comunista e PdL di Certaldo, il sindaco Andrea Campinoti e il vice Francesco Betti, il capogruppo di Obiettivo Comune di Barberino Val D’Elsa Paolo Tacconi, Gabriele Sani del Movimento a 5 Stelle di Empoli, i presidenti delle frazioni di Vico D’Elsa e Ulignano, Alessandro Betti e Francesco Piombini, i consiglieri provinciali di Pd e Pdl come Federigo Capecchi e Filippo Ciampolini e molti altri ancora. Il geologo Borgia ha accettato questo invito di partecipare personalmente all’assemblea certaldese. Si è studiato le carte del progetto San Paolo, presentate alla Regione Toscana per ottenere la concessione di un rilascio di estrazione mineraria ma il suo giudizio, a titolo personale, in prima battuta, comporta “numerose lacune nella documentazione”.

Il geologo spiega che un qualsiasi intervento di estrazione mineraria è dannoso per l’ambiente e il compito è quello di rilasciare permessi seri e approfonditi per cercare di limitare questi danni. Quindi, niente in contrario, ma occhio alle indagini e alle carte, perché occorre capire bene cosa si vuole fare, oppure cosa si vuol fare realmente. Tramite alcune slide Borgia illustra tutti i suoi dubbi, articolandoli su molti aspetti. Il primo è geografico e guarda ai confini: “Su che basi viene definita l’area della concessione, un chilometro per mezzo chilometro di larghezza, che termina in altri territori non appartenenti al Comune di Certaldo? La richiesta di concessione deve rispettare la geologia del sottosuolo e i Comuni confinanti (San Gimignano e Barberino Val D’Elsa) devono essere coinvolti”.

L’attività industriale per poter estrarre la CO2 con il pozzo infatti, non si “ferma ai 400 metri indicati, ma può avere un’influenza di 5 – 10 chilometri di raggio”. Il secondo aspetto riguarda le problematicità dell’area dove il progetto ricade, dove persistono decine di vincoli: il fiume, la ferrovia, la strada e altre aree sensibili. Come si pensa di poter superare questi vincoli? Una domanda che secondo Borgia non trova risposta nelle carte. Le ricerche proposte identificano il rettangolo dove verrà realizzato il pozzo esplorativo, ma “non è ragionevole, senza una discussione approfondita, capire dove vado ad impattare, considerato il fatto che l’area ha forti vulnerabilità di esondazione”.

Studiando sempre le carte viene evidenziata la presenza di corpi di frane e di una faglia. Quest’ultimo aspetto preoccupa Borgia: “Si è posto il problema chi ha scritto questo documento che natura abbia e se una eventuale estrazione può comportare terremoti? Non c’è una sezione dove si ipotizzano studi di stratificazione del terreno, queste sono gravi mancanze”. Annotazioni anche sulla modalità di ricerca, già autorizzata dalla Regione Toscana: “Si propone la sismica passiva con apparecchi che cercheranno di far emergere aspetti legati alla CO2, ma occorre capire se esiste anche una copertura impermeabile che può trattenere l’anidride carbonica”.

Il tema poi dell’estrazione e della stessa forma e natura di CO2 latitano nelle carte: “Si parla di tonnellate ma è un errore, occorre parlare di volume, se io estraggo 100mila tonnellate, il volume è 1 o 10, o forse anche 100 milioni di metri cubi che dovranno essere sostituiti nel sottosuolo con l’acqua, mentre in superficie arsina, radon e mercurio, oltre che invadere l’area vicinante, andrà a toccare anche le abitazioni. Ma occorrono valutazioni precise, altrimenti si vanno a toccare anche quelle falde acquifere che ancora conservano una certa purezza”. Borgia chiude il suo intervento con una semplice ma chiara osservazione: “Non sono certo queste le basi secondo cui si può richiedere una concessione esplorativa, non ci sarebbero problemi nel dare questi permessi, di fronte ad approfondimenti seri, ma la mia opinione di fronte a queste carte, boccia una eventuale concessione”.

Le reazioni politiche

Cinzia Orsi, segretaria Rifondazione Comunista Certaldo

La serata di ieri sera è stata molto interessante perché permetteva al pubblico di fare domande e chiedere chiarimenti su aspetti tecnici anche complessi, viste le indiscusse capacità dei relatori. Il comitato, pur nella dichiarata contrarietà al progetto, si è dimostrato disponibile alla discussione nel merito delle questioni. E’ questo ciò che dovrebbe avvenire all’interno della commissione che dovrà essere istituita quindi, pur essendo contrari per le ragioni espresse in consiglio comunale, chiederemo che nella commissione speciale ci sia l’invito permanente del Comitato in quanto soggetto con competenze specifiche. Questa presenza garantirà anche la trasparenza che dovrà accompagnare i lavori della commissione stessa.

Per quanto riguarda la posizione del PD espressa nel volantino distribuito negli ultimi giorni siamo lieti di verificare che certe nostre posizioni definite demagogiche,puerili,incompetenti e da “ultimi della fila” non fossero poi così fuori luogo dal momento che anche il partito di maggioranza ha sentito l’esigenza di uscire pubblicamente con un documento “politico”.Costretto a prendere una posizione politica,se pur generica,dovrebbe ancora spiegarci quali sono le ricadute sociali per la popolazione per cui la maggioranza è disposta a variare il suo strumento urbanistico. Quindi invitiamo la maggioranza a dare risposte ad altre domande quali: per “le stime reali e credibili dei vantaggi” a cui si fa riferimento, quali parametri sono presi? Quali devono essere le ricadute economiche per la popolazione per accettare questo progetto? E ancora, fermo restando che i termini dei benefici debbono essere posti da chi amministra il bene pubblico,quali impegni possiamo accettare dall’impresa per aumentare il benessere collettivo?

Il partito di maggioranza che governa questo Comune, deve dire come intende gestire il proprio territorio e di conseguenza programmare gli interventi su questo tenendo di conto per prima cosa i benefici per la propria popolazione: non si tratta di “logica dello scambio” ma di ricadute sociali in termini di posti di lavoro, introiti dalla concessione, oneri a costruire ecc., voler ridurre tutto ciò al “mercanteggiare” è fuorviante e scorretto.

Paolo Tacconi, capogruppo Obiettivo Comune Barberino Val D’Elsa

Abbiamo assistito con piacere all’assemblea organizzata ieri sera a Certaldo dal Comitato che si batte contro lo sfruttamento della Co2 nella località San Paolo.

I relatori intervenuti hanno aggiunto molti elementi di carattere tecnico a ciò che già sapevamo ed hanno rafforzato il giudizio negativo sul progetto che ormai tutti stanno dando. Dal nostro punto di vista, non possiamo fare a meno di sottolineare due cose:

1) le Amministrazioni locali interessate, seppur invitate, non hanno partecipato. Il Sindaco di Certaldo ha fatto solo una fugace apparizione… Peccato, un’altra occasione sprecata per far vedere che la politica locale ha a cuore le problematiche ambientali e che, al di là delle valutazioni tecniche, non ha paura di assumere posizioni politiche forti.

2) nel Consiglio Comunale del 30 ottobre, il nostro Gruppo Consiliare a Barberino Val d’Elsa ha dovuto faticare per far approvare anche dalla maggioranza la mozione predisposta dal Comitato nella parte in cui si chiede ai comuni di approfondire la questione dal punto di vista tecnico dell’impatto ambientale e delle conseguenze sulla salute. Ci è stato risposto che i comuni non hanno la struttura tecnica per fare questo genere di cose. Pur di far approvare all’unanimità la mozione, il punto di mediazione faticosamente raggiunto ha previsto che questi approfondimenti possano essere fatti in forma associata da tutti i comuni interessati (Certaldo, Barberino Val d’Elsa, San Gimignano, Poggibonsi). Ebbene, speriamo proprio che, magari mimetizzati fra il pubblico, fossero presenti rappresentanti di tutti questi comuni per vedere quanti contributi tecnici un semplice gruppo di Cittadini organizzati ha saputo portare. Ora aspettiamo di vedere quello che sapranno fare i Comuni… Obiettivo Comune ribadisce la sua posizione di netta opposizione al progetto di estrazione della Co2 e continuerà a vigilare sugli sviluppi della vicenda.

Filippo Ciampolini, consigliere provinciale PdL

Quella di ieri è stata una importante occasione di ascolto ma anche l’ennesima opportunità per tenere alta l’attenzione dei cittadini sui rischi che corre il nostro territorio se questo progetto venisse realizzato. Noi certaldesi abbiamo già dato, penso alla discarica di San Martino a Maiano. Il PD parla di nessun scambio, sono coerenti, infatti per la discarica di San Martino nessun certaldese, lontano dalla politica, si è accorto dei vantaggi. Il PD è stato costretto a inviare un testo nelle case dei cittadini per fare chiarezza, ma dicono che non possono rispondere con un sì o no. Noi abbiamo presentato un documento contro questa iniziativa in Provincia a Firenze e Siena, approvato all’unanimità da quest’ultimo in consiglio. E’ un segnale importante, la battaglia continua.

CERTALDO 17/11/2012 – VIDEO DEL COMITATO

Intervento Presidente – Valdelsa.net – youtube

CERTALDO 17/11/2012 – GONEWS.it

Link alla pagina di gonews con video e foto della manifestazione

UN NO ALLA CO2 A SUON DI CORI DA PARTE DI 400 PERSONE DEL COMITATO TUTELA DELLA VALDELSA. IL PRESIDENTE MAJNONI: “DOBBIAMO CRESCERE PER POTER PARLARE CON LA REGIONE”

PARTECIPAZIONE SENZA PRECEDENTI PER IL CORTEO DI PROTESTA CHE HA ANIMATO LE VIE DEL PAESE FRA STRISCIONI, SLOGAN E MASCHERE. IL VICE BERNARDI: “SALVAGUARDIAMO LA VOCAZIONE DEL TERRITORIO”.

Un movimento unito e pacifico, animato da bandiere, striscioni, fantasia, musica e travestimenti: oltre 400 persone in marcia fra le vie di Certaldo per dire no al progetto di estrazione della CO2, chiamato San Paolo. La manifestazione pacifica si è svolta senza alcun disordine, monitorata dalla polizia municipale e dalle forze dell’ordine. Ha percorso il borgo del Boccaccio dalle 15.45 alle 17.30 con il comizio finale in piazza della Libertà.

La soddisfazione fra gli esponenti del Comitato Tutela della Valdelsa è grande: numeri oltre le più rosee previsioni, 900 iscritti in aumento, maggiori presenze anche rispetto all’assemblea pubblica del 26 ottobre proprio al Centro Giovani I Macelli, luogo di ritrovo della manifestazione del 17 novembre. No alle trivelle, no ai pozzi, no alla CO2: tanti gli slogan, così come i cori piombati in un sabato certaldese che ha attirato alle terrazze e alle finestre decine di cittadini incuriositi da questo corteo. Bambini, contadidi e persone travestite: c’era veramente di tutto, in un in un mix di generazioni che ha riempito di colori e rumore la giornata.

L’obbiettivo del comitato di tutela della Valdelsa infatti era quello di informare, fare rumore, far capire cosa potrebbe succedere nella Valdelsa, più specificatamente Certaldo, se il progetto di estrazione della CO2 con un pozzo da 400 metri andasse in porto. Avere maggiori iscritti e tanti numeri per poter essere una forza tale da potersi relazionare con la Regione, considerato il fatto che “gli incontri avuti con il sindaco Campinoti non hanno prodotto molti risultati”, ha spiegato il presidente del Comitato Pietro Majnoni che ribatte: “In questo Comune non si stanno rendendo conto di cosa potrebbe succedere, mi pare ci sia qualche difetto di informazione sul tema”.

All’incontro erano presenti il vice presidente Antonio Bernardi e alcuni esponenti politici come il capogruppo provinciale della Lega Nord Marco Cordone, il consigliere provinciale del PdL Filippo Ciampolini, il capogruppo del PdL Lucia Masini, Enzo Migliorini del Pd di Certaldo, l’ex assessore Roberta Ceccherini, il presidente del comitato della frazione di Vico D’Elsa, Alessandro Betti e Giuseppe Cangialosi, presidente dell’associazione Prima di Tutto. Assente il sindaco Campinoti, gli assessori e anche esponenti della maggioranza al corteo.

Parrucche, trattori, musica e striscioni hanno animato le vie di Certaldo che da un ventennio non vedevano scendere in piazza una mole così numerosa di persone. Partecipazioni da tutta la Valdelsa, come quella di altri Comitati: ad esempio I Difensori della Toscana; Certaldo, Poggibonsi, Colle Val D’Elsa, Barberino e Ulignano.

La Valdelsa ha risposto presente all’appello lanciato dal Comitato. Il vice presidente Bernardi è chiaro in tal senso: “Dobbiamo raggiungere il concetto di comunità e spingerci oltre una singola amministrazione comunale”.

Il presidente Majnoni incalza la folla durante il comizio di Piazza della Libertà: “La Co2 deve stare nel sottosuolo, qui si scavalca l’interesse pubblico a favore di quello privato che non darà posti di lavoro ma solo lucro alle sue attività, lasciando le briciole a questo paese che potrebbe invece vedersi a 2 passi dal centro abitato un’area mineraria fra le colline”.

I commenti a livello politico continueranno ad arrivare: mentre Cordone ha ribadito il suo sì totale per la difesa del territorio e il no alla CO2, il PdL ha posto due questioni. Ciampolini ha spiegato che “questo corteo entrerà di diritto nella storia di Certaldo, perché così tante persone devono essere ascoltate e non si può rimanere sordi di fronte a questo. Il sindaco Campinoti e il PD devono scendere dalla loro roccaforte e dire cosa vogliono fare”.

Masini invece, alla luce delle dichiarazioni dell’Idv, che dice no al progetto fa notare: “Se mancano ancora le carte per esprimersi, riteniamo fondamentale però sapere cosa il sindaco in primis vogliono fare, perché un’idea e un pensiero, dopo mesi di discussione, occorre farsela per rispondere ai dubbi dei cittadini”.

CERTALDO 27/10/2012 – GONEWS.it

 

Link alla pagina di gonews con video e foto dell’assemblea

ASSEMBLEA PUBBLICA SULL’ESTRAZIONE CO2: È BOOM DI PARTECIPANTI. IN 250 APPROVANO UNA MOZIONE PER DIRE NO AL PROGETTO

GEOLOGI ED ESPERTI IN MATERIA DI SICUREZZA EVIDENZIANO I PROBLEMI AMBIENTALI E DI SICUREZZA IN CASO DI INCIDENTE. NEL PD C’È IMBARAZZO, ENZO MIGLIORINI: “DOVEVAMO PRESENTARCI CON UNA POSIZIONE CHIARA”

Uno spettacolo civico e politico quello andato in scena ieri, venerdì 26 ottobre alle 21,30, al centro giovani ‘I Macelli’ di Certaldo. Non c’era sul banco l’inaugurazione della nuova stagione di eventi o teatro ma l’attesa assemblea pubblica sul tema dell’estrazione della CO2, chiamata progetto San Paolo. Prima di tutto i numeri, esorbitanti, quasi da far invidia anche ai partiti politici dell’Empolese Valdelsa che, se si esclude le ultime iniziative, in primis quella di Renzi a Empoli, raramente negli ultimi anni, possono contare su una simile partecipazione: quasi 250 persone e il parcheggio adiacente al centro completamente esaurito con cittadini rimasti anche al di fuori del locale per poter sentire il dibattito. Una serata piovosa, dove la pioggia battente a contatto con il tetto del centro giovani riecheggiava di fronte alle parole del comitato, cittadini, esperti e politici intervenuti alla serata. Il comitato ha reso noto, prima di far partire la discussione alcuni numeri che occorrerà aggiornare dopo la serata di ieri: 90 soci fondatori, mentre i neo aderenti al no verso questo progetto sono in continua ascesa: oltre 450.

Difficile anche enumerare uno ad uno tutti i presenti ma tra chi è intervenuto e chi invece si è limitato ad ascoltare ecco il quadro: Pietro Majioni, presidente del comitato, Antonio Bernardi, vicepresidente, Pietro Cambi, geologo, Lisi Luigi, ex responsabile negli anni 2000 – 2006 del nucleo investigativo dei vigili del fuoco di Siena e Firenze prima, Maurizio Marchi di Medicina Democratica, Maurizio Martelllini, ingegnere e presidente dell’associazione per la Valdambra, Filippo Ciampolini, consigliere provinciale del PdL, Lucia Masini, capogruppo PdL Certaldo, Federigo Capecchi, consigliere provinciale PD, Enzo Migliorini del Pd di Certaldo, Massimiliano Signorini, capogruppo Idv Certaldo, Francesco Piombini, presidente comitato di frazione di Ulignano, Alessandro Betti, presidente comitato di frazione di Vico D’Elsa, Paolo Tacconi, presidente di Obbiettivo Comune di Barberino Val D’Elsa, l’ex assessore Roberta Ceccherini, Colin du Liège del Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua.

Assente il sindaco di Certaldo, Andrea Campinoti, impegnato nella festa di Avviso Pubblico e già in contatto con il comitato per un incontro nei prossimi giorni, e gli assessori della giunta che non sono stati invitati, in quanto il dibattito prevedeva principalmente una discussione sul tema, anche se lo stesso comitato ne avrebbe gradito la partecipazione, in quanto l’assemblea era pubblica. Certaldo, Poggibonsi, Vico D’Elsa, San Gimignano e anche Colle Val D’Elsa: questi i paesi che disegnano la mappa dei partecipanti all’assemblea che si è aperta con l’introduzione del presidente Majioni che ha illustrato ai presenti cosa è il progetto San Paolo e tutti gli scenari che potrebbero prefigurarsi in caso di rilascio di autorizzazione alla realizzazione del pozzo.

Un percorso che Majioni non contesta alla Lifeenergy srl per come è stato impostato bensì il fatto che i cittadini sono venuti a sapere di questo progetto “quasi per caso” e subito è scattata la partecipazione: “La cosa che ci stupisce è che leggendo il curriculum dell’azienda proponente questa non abbia molta esperienza sul tema della CO2, così come nutriamo dei dubbi per il coinvolgimento del titolare nelle indagini legate all’urban gate di Montespertoli”. Parole ed affermazioni quindi molto delicate che fanno da apripista alla discussione dei tecnici che ha iniziato Maurizio Marchi di Medicina Democratica. Un lungo elenco di dati, leggi ed analisi, con documenti anche di Arpat ad avvalorare le sue tesi: si è concentrato sul tema dell’acqua e delle deroghe che ha in corso la Regione Toscana, falde acquifere, pozzi e giacimenti. Il rischio inquinamento non è potenziale, anzi, è già in atto e se non ci sarà una politica ambientale in tempi brevi, dall’UE arriveranno multe a pioggia e molto salate. L’attenzione di Marchi si è concentrata poi sul tema della CO2: “Se fosse solo quello il gas che si ricaverebbe non ci sarebbero problemi ma in realtà ci sono decine di fattori inquinanti, come il mercurio, che vi ricordo con un grammo può portare alla morte e questi dati fanno riferimento ad alcune ricerche promosse da Enel” conclude il Resp. Medicina Democratica Livorno e Val di Cecina.

La parola poi è passata al geologo civile e ambientale, Pietro Cambi: “Vorrei fare un plauso al comitato che è riuscito ad avere una grande partecipazione che raramente ho riscontrato. Questo progetto è totalmente inutile: non dobbiamo generare ulteriori emissioni di CO2 e se non rispettiamo i patti che abbiamo sottoscritto, incapperemo in delle penali. Adesso vogliamo prenderla dal sottosuolo ma quanto ci costa? 8 euro a tonnellata allo Stato e nessun beneficio alla comunità: il tessuto economico ne risentirebbe in caso di incidente con conseguente svalutazione immobiliare”.

Ha preso poi la parola un altro ospite, venuto dalle terre senesi, più precisamente da Bucine per raccontare i loro disastri ambientali, l’ingegner Martellini in carica dal 2007 come presidente dell’associazione Valdambra, nata da un precedente comitato formatosi per contrastare le attività inquinanti di un’impresa estrattiva di CO2 (la Geogas – Messer) operante nell’alta valle dell’Ambra, nel comune di Castelnuovo Berardenga. E’ stato accolto da un lungo applauso durante il suo racconto: un pozzo in piena campagna, lontano dalle abitazioni che però ha distrutto l’equilibrio eco – fluviale, portando lastre di calcare e la morte dei pesci: “Ci siamo mossi tardi per contrastare questo progetto ma di fronte all’immobilismo dell’amministrazione comunale e una potenza come questa multinazionale, abbiamo potuto fare ben poco: avevamo chiesto l’installazione di un impianto di decantazione, ma anche questa proposta non è stata accolta”. Impianti di depurazione o incantazione che Marchi tra l’altro ricorda, a giudicar dalle carte in possesso, non sarà realizzato per il progetto di estrazione di CO2 a Certaldo, “un pericolo in più al confronto della centrale di Larderello, dove esso è presente”. Hanno preso poi parola i rappresentati dei comitati di Ulignano e Vico D’Elsa, Francesco Piombini e Alessandro Betti.

Le loro dichiarazioni sono apparse univoche con parole dure verso il modus operandi e il progetto San Paolo: “Siamo veramente preoccupati, perché oltre ai rischi ambientali, ribadiamo il concetto che in caso di incidenti, l’area si spopolerà e anche noi potremmo essere costretti a rivedere la nostra vita, oltre che a discesa in picchiata del valore immobiliare delle nostre abitazioni e realtà agricole – turistiche”. Tacconi di Obbiettivo Comune a Barberino Val D’Elsa ha molto cuore la questione di Certaldo: “Nella scorsa legislatura quando il mio capogruppo Michele Bazzani era sindaco, con San Gimignano ci opponemmo duramente all’estrazione della CO2, qui davanti a me con gli stessi occhi rivedo questa battaglia, al quale i gruppi consiliari e il primo cittadino Semplici, hanno ribadito nuovamente la loro contrarietà”.

Proprio sulla sicurezza è intervenuto con la voce piena di emozione e qualche lacrima Luigi Lisi, ex responsabile del nucleo investigativo dei Vigili del Fuoco di Siena e Firenze negli anni 2000 – 2006: “Impossibile pianificare un intervento, perché come possiamo quantificare l’area da evacuare in caso di incidenti? Ne ho visti tanti di errori, ci siamo impegnati a lungo, ma io sono stufo di sentire i piagnistei del giorno dopo, dobbiamo intervenire e correre ai ripari” chiude Lisi. Il finale è stato accompagnato dalla querelle politica soprattutto fra le mura del PD, il partito di maggioranza di Certaldo che non ha espresso un parere su questo delicato tema che sta risvegliando la partecipazione civica. Il primo intervento è stato quello del consigliere provinciale del PD, Federigo Capecchi, ex segretario locale: “Esco da questo dibattito con tante informazioni che aiuteranno il dibattito e dal canto mio mi sento in dovere di dire che la trasparenza dell’amministrazione comunale del sindaco Campinoti non è in discussione”.

Queste parole hanno alzato qualche accenno di protesta: c’era chi chiedeva la presenza del primo cittadino, chi invece lamentava con forza l’assenza di informazione su un tema così delicato. Si smarca da questa posizione e fa una sorta di mea culpa Enzo Migliorini del PD di Certaldo: “Avrei voluto essere qui con una posizione non personale, bensì quella del mio partito. Il mio pensiero è già noto a tutti, in quanto lo ho comunicato anche alla stampa. Mi sento in profondo imbarazzo: adesso se la decisione verterà verso il sì al progetto dovremo rivedere delle scelte lungimiranti sul piano strutturale, perché in quell’area serviranno delle varianti al regolamento urbanistico. Ma questo progetto per il buon senso forse non andrà avanti ma da un punto di vista politico continueremo, anche grazie al forum ambiente, a salvaguardare quelle aree già discusse nel piano strutturale”.

A chiudere l’intervento nella sfera politica è stato Signorini dell’Idv: “Faremo le nostre valutazioni molto presto”. Al termine dell’incontro è stata discussa una mozione del comitato: “La nostra profonda preoccupazione è per gli effetti e le conseguenze negative che tale progetto avrà sul nostro territorio visto che non esistono allo stato attuale concrete assicurazioni che possano scongiurare i rischi connessi alle attività estrattive in generale ed a questa finalizzata alla estrazione dal sottosuolo di CO2 in particolare”. Si chiede quindi lo stop al progetto: i partecipanti all’unanimità hanno approvato il testo.

Intanto sul social network Facebook la discussione politica si è animata. Il consigliere provinciale Capecchi ha scritto: “In democrazia si prendono fischi e applausi, stasera ho preso fischi. Ma gli sms ed i messaggi su Facebook sono la cosa che spingono a continuare nella battaglia delle proprie idee”.

Più dettagliato l’intervento del segretario del PD di Certaldo Yuri Furiesi che aveva annunciato la propria assenza al comitato: “Come avevo gia’ anticipato al Comitato organizzatore,ieri sera non ho potuto partecipare all’iniziativa di discussione sul progetto di estrazione di CO2 per altri impegni presi da tempo. Ad ogni modo mi sto documentando sull’andamento dell’iniziativa di ieri e alcune cose sono certe: 1) non ci sono risposte preconfenzionate del PD Certaldo sul progetto. E’ un argomento serio e complesso e lo stiamo approfondendo con il giusto senso di responsabilità,prendendoci tutto il tempo che ci occorre perché siamo un partito di governo e non un catalizzatore di consenso a tutti i costi; 2) chi dice che già a questa data dovevamo avere una risposta netta perche’ ormai e’ troppo tardi per prendere qualsiasi posizione sta solo strumentalizzando la questione,vista la fase di approvazione preliminare per la ricerca ancora in corso e di esclusiva competenza regionale; 3) chi sostiene che nella valutazione di questo progetto ci sia la parte di chi ha a cuore il territorio con la sua collettività e chi gli interessi privati si assume una grave responsabilità e probabilmente lo fa per non discutere davvero sul merito del progetto; 4) che ci si creda o no, ci sarà tutto il tempo per confrontarsi con tutti (cittadini,comitati,parti politiche),la cosa migliore che possiamo fare in questo momento davvero per il bene della collettività e’ approfondire gli elementi a disposizione e provare a portare argomentazioni di merito. Noi le ascolteremo. Per gli insulti e i pregiudizi invece non c’e’ spazio”.

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